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giugno 30, 20170

Ciao a tutte,

Pane, burro e zucchero, niente mi ricorda di più la mia infanzia!

Quando ero piccola, trascorrevo  il mese di Agosto sulle montagne trentine con i miei nonni. Avevo stretto amicizia con un bambino mio coetaneo, il figlio dei nostri vicini di casa, milanesi di origini trentine, anche loro in villeggiatura. La sua nonna, “trentina doc” e cuoca abilissima, ci preparava spesso, per la merenda pomeridiana, dei fragranti panini sfornati in giornata, tagliati a metà e farciti con il burro di malga e lo zucchero.

Oggi mi è venuta una voglia incredibile di fare merenda con pane, burro e zucchero! Si immagino cosa starete pensando, siamo a fine giugno e ci sono trenta gradi ma cosa devo dirvi? Quando mi metto in testa qualcosa, niente può distogliermi da quell’idea, nemmeno il caldo torrido!

Il problema maggiore è che non ho né pane fresco né burro fatto in casa… bene,  problema risolto, me li farò da sola!

Questa ricetta la dedico a tutte le golose, impazienti come me che, quando decidono che hanno voglia di mangiare qualcosa, non possono aspettare un minuto di più!

Oltretutto realizzando il burro “home-made” otterrete un liquido, chiamato latticello, che utilizzerete per la lievitazione del pane. Il bicarbonato che userete per il pane infatti, in associazione con la componente acida del latticello svilupperà una reazione chimica che produrrà velocemente anidride carbonica e permetterà al pane di lievitare durante la cottura. Nel giro di mezz’ora, avrete il vostro pane caldo appena sfornato da spalmare con il burro fatto con le vostre mani.

Potete gustarli a merenda con lo zucchero oppure anche per l’aperitivo magari con una fettina di salmone affumicato.

 

Burro fatto in casa

Tempo di preparazione

       10 minuti + tempo di raffreddamento

 

Ingredienti

700 ml di panna

Preparazione

Mettete la panna nel mixer e fate andare finché non vedrete che la parte grassa ha creato dei grumi dividendosi dal liquido (il latticello).

Mettete un colino sopra una ciotola e filtrate il latticello. Tenetelo da parte ( vi servirà per il pane)

Mettete dell’acqua molto fredda in una ciotola capiente. Con le mani, pressate insieme i grumi della parte grassa per fare uscire il liquido in eccesso poi continuando a pressare immergete le mani nell’acqua fredda.

Date la forma di un salame e avvolgetelo in un foglio di carta oleata bagnato e strizzato.

Lasciatelo raffreddare nella parte più fredda del frigo.

 

Pane fatto in casa

Tempo di preparazione

20 minuti

 

Ingredienti

250g di farina integrale di farro

50 g di farina di riso

Un grosso pizzico di sale marino

10g (2 cucchiaini) di bicarbonato di sodio ad uso alimentare

 200ml  di latticello

Farina per spolverare

Preparazione

Preriscaldare il forno (e la teglia su cui cuocerete il pane) a 240° (modalità statica)

Quando il forno sarà in temperatura, mettete le due farine, il sale e il bicarbonato in una ciotola capiente e mescolate bene. Unite il latticello e mescolate, ne risulterà un impasto molle. 

Formate una pagnotta, passatela nella farina, adagiatela sulla teglia calda che avrete estratto dal forno.

Con un coltello incidete una croce sopra alla pagnotta.

Infornate per 12-15 minuti poi tirate il pane fuori dal forno, lasciatelo raffreddare qualche minuto poi capovolgetelo a testa in giù per farlo asciugare anche sotto.

 

Abbinamento al Vino 

Per un gustoso aperitivo gustate il pane e burro con una fettina di salmone affumicato e un vino bianco fermo, magari un Lugana Doc, fresco e leggermente fruttato. 

 

Buon appetito a tutte, al prossimo post


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giugno 29, 20170

Ciao a tutte,

Trovo che la pasta fredda, durante i mesi estivi sia un vero e proprio salvavita, potete cucinarla la sera precedente così la temperatura esterna sarà più bassa e non scalderete troppo la casa. Oltretutto sarà un pasto non solo comodo da portare al lavoro, ma anche pratico da tenere pronto in frigo così non sarete costrette a mettervi ai fornelli la sera successiva ma potrete godervi un pò di sano relax, felici di avere già il pasto pronto per tutta la famiglia. Le combinazioni per i condimenti sono davvero infinite, provatela anche con verdure grigliate olive nere e formaggio Asiago, oppure con tonno pomodorini e mozzarella, con capperi acciughe e pomodori secchi, insomma chi più ne ha più ne metta.

Io ho scelto questa combinazione perchè sul mio balcone ho del buon basilico, che mio marito coltiva insieme alla menta. Trovo che che qualche fogliolina di profumatissima menta, aggiunta al  basilico, contribuisca a donare una freschezza maggiore al pesto. Al posto dei pinoli, utilizzo i semi di zucca, di girasole e di lino che, oltre ad essere ricchi di proprietà benefiche, di omega3, sali minerali e vitamine, favoriscono il riposo notturno e doneranno una piacevole croccantezza al pesto.

 

Pasta fredda al pesto, pomodorini e mozzarella

Tempo di preparazione

20 minuti

 

 Ingredienti per 4 persone
Per il pestopesto a modo mio ingredienti

70 g. basilico fresco ben lavato e asciugato

10 foglioline di menta fresca.

50 g. di olio extravergine di oliva 

5 g. di semi di zucca

5 g. di semi di girasole

5 g. di semi di lino

 ½ cucchiaino di sale grosso 

30 g. di parmigiano grattugiato

1 cubetto di ghiaccio frantumato

Per la pasta

500 g. di pasta corta ( a me piace mischiare due formati che hanno lo stesso tempo di cottura, ad esempio mezze penne e farfalle)

10-15 pomodorini datterino

200 g. mozzarella ( se preferite un sapore più deciso usate la mozzarella di bufala ma fatela scolare bene prima di aggiungerla alla pasta)

100 g. di pesto 

Sale grosso (per la cottura della pasta)

Preparazione

Tagliate a cubetti i pomodorini e la mozzarella. 

Mettete a bollire l’acqua per la pasta, nel frattempo preparate il pesto. 

Prima di procedere a preparare il pesto assicuratevi di avere tutti gli ingredienti pronti da aggiungere in fretta perché il basilico e la menta non vanno frullati troppo a lungo, altrimenti anneriranno e perderanno il bel colore verde acceso che li caratterizza. Mettete lame e boccale a raffreddare in frigo e al momento di frullare inserite nel boccale, insieme al basilico, la menta e il sale un cubetto di ghiaccio frantumato (potete frantumarlo in un canovaccio con il pestacarne), la bassa temperatura aiuterà mantenere la brillantezza del verde delle foglie. 

In un mixer inserite il basilico la menta, il sale, i semi di zucca, lino e girasole, il ghiaccio.

Frullate pochi secondi, unendo a filo l’olio.

Trasferite il composto in una ciotola e unite a mano il parmigiano grattugiato, mescolando con un cucchiaio.

Potete conservare il pesto in frigorifero in una vaschetta di vetro, coperto di olio, per un paio di giorni. Se volete congelarlo eliminate il ghiaccio dal procedimento.  

Una volta cotta la pasta, scolatela, sciacquatela velocemente sotto l’acqua fredda, per aiutarla a raffreddarsi più velocemente, poi mettetela in una ciotola con un pò d’olio perchè non si attacchi. 

Quando la pasta sarà tiepida/fredda, conditela con il pesto, i pomodorini e la mozzarella. 

Abbinamento al Vino calice-di-prosecco

Trovo che il Prosecco di Valdobbiadene, con le sue bollicine e il suo aroma che ricorda la frutta estiva, esalti la freschezza di questo piatto. 

 

Buon appetito, al prossimo post!


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giugno 29, 20170

Pesto veloce a modo mio

Tempo di preparazione

5 minuti

 Ingredienti

70 g. basilico fresco ben lavato e asciugato

10 foglioline di menta fresca.

50 g. di olio extravergine di oliva 

5 g. di semi di zucca

5 g. di semi di girasole

5 g. di semi di lino

 ½ cucchiaino di sale grosso 

30 g. di parmigiano grattugiato

1 cubetto di ghiaccio frantumato

Preparazione

Prima di procedere a preparare il pesto assicuratevi di avere tutti gli ingredienti pronti da aggiungere in fretta perché il basilico e la menta non vanno frullati troppo a lungo, altrimenti anneriranno e perderanno il bel colore verde acceso che li caratterizza. Mettete lame e boccale a raffreddare in frigo e al momento di frullare inserite nel boccale, insieme al basilico, la menta e il sale un cubetto di ghiaccio frantumato (potete frantumarlo in un canovaccio con il pestacarne), la bassa temperatura aiuterà mantenere la brillantezza del verde delle foglie. 

In un mixer inserite il basilico la menta, il sale, i semi di zucca, lino e girasole, il ghiaccio.

Frullate pochi secondi, unendo a filo l’olio.

Trasferite il composto in una ciotola e unite a mano il parmigiano grattugiato, mescolando con un cucchiaio.

Potete conservare il pesto in frigorifero in una vaschetta di vetro, coperto di olio, per un paio di giorni. Se volete congelarlo eliminate il ghiaccio dal procedimento.  

Usatelo per condire la pasta oppure le patate lesse, sulla pizza o magari con le uova.

Vai alla mia Ricetta per la Pasta fredda al pesto, pomodorini e mozzarella 

 

Buon appetito a tutte, al prossimo post!


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giugno 29, 20170

Ciao a tutte,

Avete mai visto un fiore nel deserto? E’ un vero e proprio miracolo della natura!

Ritengo che noi donne siamo straordinarie, siamo capaci di creare mille copie di noi stesse per gestire tutta la nostra vita, famiglia, lavoro, amici, hobby e, come un fiore nel deserto, abbiamo la prodigiosa capacità di resistere e fiorire nonostante il clima arido, la rocce e la sabbia che ci circondano. 

Tante donne oggi si stanno reinventando, cercando di trasformarsi in imprenditrici di sè stesse, aggirando così lo scoglio delle difficoltà nella gestione di lavoro e famiglia. Ciò dimostra, ancora una volta, quanto immense e creative riusciamo ad essere. 

Purtroppo, nonostante esistano tante belle iniziative di aggregazione, chat, blog, pagine on line, possibilità di confronto, non c’è ancora un vera strada aperta, da parte della Società e dello Stato, per supportare le donne che lavorano e hanno una famiglia. 

Alcune aziende, ma troppo poche, si stanno dimostrando meritocratiche, promuovendo e riconoscendo il valore femminile. Purtroppo, ancora non basta.

Si perché nel nostro Paese e in molte aziende la donna è ancora ben distante dall’essere considerata come un vero valore aggiunto. 

Ma allora cosa si può fare?

Servono degli aiuti e un sostegno concreto da parte dello Stato alle aziende, perché siano incentivate prima di tutto all’assunzione ma poi anche alla promozione delle donne sul posto di lavoro.  Serve che calino i prezzi delle strutture di nido ( pubbliche o private che siano), serve che i datori di lavoro concedano permessi per seguire i figli senza additarci come assenteiste, serve che gli orari delle scuole materne e degli asili nido sia più in linea con gli orari delle mamme che lavorano e si, serve anche che i cari mariti si diano maggiormente da fare con le faccende domestiche!

Siamo stufe di sentirci dire che la nostra giornata dura 27 ore solo quando il conteggio fa più comodo. Un giorno è di 24 ore! 

Se davvero pensate che siamo così brave a destreggiarci, da equilibriste, tra tutti gli impegni quotidiani, arrivando a dilatare le ore di una giornata per incastrare tutto, allora non discriminateci! 

Siamo multitasking è vero e siamo anche tanto altro ma quando si tratta di venire retribuite per le nostre qualità o supportate in nome di quegli stessi pregi, ahimè, i più sembrano dimenticarlo.

Ciao a tutte, al prossimo post


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giugno 28, 20170

Stanche, stressate, non avete mai un secondo di tempo per voi e vi sentite uno straccio?

Leggete e seguite questi 3 semplici consigli e domani mattina vi sveglierete con il sorriso!

L’assioma fondamentale per una madre è: LA MIA FAMIGLIA VIENE PRIMA DI TUTTO

Ma ripetete nella mente quello che segue :

  1. Niente è urgente e indispensabile nella vita, solo respirare e nutrirsi
  2. Si vive una volta sola!
  3. Se vi sentirete meglio con voi stesse, ne guadagnerete in buonumore e ne beneficerà tutta la famiglia.

Detto questo, siete appena tornate a casa dal lavoro? Immaginate di aver scoperto proprio in questo momento che domani ci sarà la fine del mondo:

volete davvero dedicare tutta la vostra serata a lavare piatti, riordinare la casa, rincorrere i vostri figli e discutere con vostro marito?

 

Credo concordiate con me che le priorità, in vista della fine del mondo sono altre, quindi ecco qui cosa dovete fare:bagno rilassante

 

  1. Concedetevi 30 minuti solo per voi. Lasciate i bambini a vostro marito, prendetevi un bicchiere della vostra bibita preferita e una ciotolina di patatine (chissenefrega della dieta e della prova costume!).
  2. Chiudetevi in bagno con della musica, luce soffusa, una candela profumata se ce l’avete (oppure spruzzate del profumo nell’aria), scacciate i pensieri, isolatevi dal mondo esterno e godetevi un bel bagno caldo. Se come me non avete la vasca, aprite l’acqua della doccia e lasciatela andare per cinque minuti in modo che si crei vapore nella stanza, nel frattempo, in quei cinque minuti, spogliatevi mettevi l’accappatoio e sedetevi a terra, chiudete gli occhi e sorseggiate la vostra bibita, sgranocchiando patatine. Sforzatevi di svuotare la mente, poi entrate in doccia. (Badate bene di ignorare rumori sospetti nelle altre stanze, dopotutto anche se i vostri figli vi avranno rotto un vaso, chissenefrega, è solo un oggetto e dopotutto, domani ci sarà la fine del mondo e non vi servirà più)
  3. Passata la mezzora, dopo esservi profumate e incremate, uscite dal bagno rilassate e sorridenti, ordinate una pizza per tutti e scherzate, giocate, coccolate la vostra famiglia proprio come se quello fosse il vostro ultimo giorno sulla terra.

Risultato assicurato: andrete a letto con il sorriso e l’indomani mattina vi sveglierete completamente ricaricate*.

Provare per credere!

 

Ciao ciao mamme disperate, ci vediamo al prossimo post

* o quasi… condizione soggetta a cambiamenti causa presenza di risvegli per biberon notturni. Però dai, coricarsi con il sorriso è già un ottimo risultato per una mamma disperata 😉


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giugno 28, 20171

Ciao a tutte,

Il post di oggi vuole essere un omaggio a tutte le donne, presenti e passate, che si sono applicate e ingegnate in cucina. Chef professioniste ma anche donne comuni che da sempre mettono in tavola pranzi, cene, merende, colazioni, piatti più o meno elaborati per sfamare, consolare, stupire parenti e amici.

Nella mia famiglia è sempre esistita una grande passione per la cucina. Nessun professionista del settore, ma tante donne di diverse generazioni che hanno dedicato il loro cuore e il loro tempo ai fornelli.

Le mie nonne, materna e paterna, le bisnonne, le prozie, mia mamma. Ognuna di queste fantastiche signore ha dato il proprio contributo al grande volume, in fascicoli sparsi, che spero prima o poi di riuscire a riordinare, della storia culinaria della nostra famiglia, una storia che, tra le mura del focolare domestico e sopra i camini a legna, le cucine economiche e i moderni forni, ha poggiato magiche pentole piene di golosi intrugli per circa cento anni, attraversando le due grandi guerre.

Sembrano così distanti eppure, se ci pensiamo bene sono dietro l’angolo gli anni in cui, stremate dal secondo grande conflitto mondiale, le abili mani delle nostre bisnonne preparavano ricette di recupero con pochi poveri ingredienti, cercando di ingegnarsi per rendere meno triste la loro tavola.

Quasi invisibili agli occhi del mondo esterno, le donne durante la guerra, quelle che non erano impegnate a far da staffetta tra i partigiani, combattevano la loro silenziosa battaglia per la resistenza. Trascorrevano le loro giornate percorrendo estenuanti camminate verso la campagna, per racimolare magari solo un uovo o un briciolo di farina; in lunghe file davanti a negozi, giorno dopo giorno sempre meno forniti, per conquistare qualche misero ingrediente e ingegnarsi a cucinarlo con quanta più fantasia possibile. Tutti i loro sforzi erano volti a portare in tavola un pranzo o una cena, il più dignitosi possibile, per i loro figli e mariti.

Alcune di loro scrissero manuali di cucina, per spiegare alle altre come sfamare la famiglia, utilizzando la scarsità di materie prime a disposizione. Voglio citarvi una di loro, che sento in parte mia conterranea perché, come mia madre, ha origini mantovane. Si tratta di Amalia Moretti Foggia, terza donna medico in Italia che, con lo pseudonimo di Petronilla, pubblicava nel 1941 le sue Ricette per tempi eccezionali.

Questa donna diede un contributo alla cucina del risparmio fornendo ricette, per esempio, per la preparazione della maionese con pochissimo uovo, pochissimo olio, limone e una patata. “Pestate pestate pestate” ripete Petronilla alle sue contemporanee, “pestate pestate pestate” e ne uscirà una maionese densa e spumosa, alla quale dovrete aggiungerci acqua da quanto sarà soda più dell’originale, ricca di uova e olio. Le sue istruzioni sono sempre condite, da bravo medico qual era, con consigli sull’igiene alimentare, fatto che oggi ci sembra ordinario ma nell’Italia popolare di quei tempi non lo era affatto.

Sarebbe davvero una grossa perdita se questa donna, straordinaria e all’avanguardia per i suoi tempi, passasse inosservata ai posteri. Senza nulla togliere al sig. Artusi e al sorprendente contributo che diede alla storia della cucina italiana, dietro alla cui opera si cela peraltro un’altra fantastica donna, la sua governante Marietta Sabatini.

È giusto rendere giustizia ad Amalia come a tante altre donne mamme, nonne, mogli comuni che nell’arco degli anni e dei secoli hanno provveduto, senza esigere onori o glorie, a tramandare le nostre tradizioni culinarie e a saziare gli appetiti, anche in momenti difficili.

Forse qualcuno potrà dire che la il mestiere dello chef è più adatto al genere maschile e che poche donne possono reggere il ritmo frenetico delle cucine professionali e forse quel qualcuno non ci permetterà di entrare nella sua preziosa cucina. Pazienza dico io, tutto questo è solo l’ennesimo segno della discriminazione che le donne sono costrette a subire. Di tutta risposta mi limito a citare alcune chef italiane stellate che con amore, pazienza, devozione portano avanti a livello professionale la nobile arte della cucina. Parlo di Cristina Bowerman, Viviana Varese, Anna Dente, Marianna Vitale, Alice Delcourt, Aurora Mazzucchelli ma non solo, parlo anche di tutte le altre chef professioniste che svolgono questo mestiere, con tanta forza e tanta tenacia.

È necessario che invece noi che cuciniamo per passione o magari anche solo per saziare la nostra famiglia noi, donne di ogni giorno, alziamo la testa e la voce e ci impegniamo a portare avanti la memoria del nostro Paese, dedicandoci con orgoglio alla cucina di tutti i giorni. Probabilmente non saremo mai in grado di cucinare piatti altamente sofisticati e scenografici, ma abbiamo la fortuna di guardare negli occhi familiari e amici mentre mangiano le nostre semplici pietanze, di poche pretese.

«La cosa straordinaria» mi raccontò una mia cara amica dopo aver cucinato un piatto di polpette al sugo per il suo bimbo di quattro anni «è che dopo averle assaggiate non mi sembravano poi così prelibate, ma lui, mangiandole, mi fissava con gli occhi che brillavano di gioia: “Sono le polpette più buone che io abbia mai mangiato, mammina!”. Non ho mai cucinato con grande passione,» aggiunse, «ma quel giorno mi sono sentita la cuoca migliore del mondo.»

Il bambino non dimenticherà mai le polpette della sua mamma, per lui saranno sempre le migliori del mondo e tra molti anni ricorderà ancora il sapore e il volto della mamma mentre gliele cucinava.

La cucina è memoria femminile!

Ciao a tutte, al prossimo post

Guarda le mie Ricette


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giugno 28, 20170

Ciao a tutte,

Siamo ormai a fine Giugno e si sente sempre di più il profumo delle vacanze estive!

Oggi voglio proporvi una ricetta veloce e divertente che potrete divertirvi a realizzare con i vostri bambini, in un pomeriggio mamma-figli, a casa insieme.

Si tratta dei capcakes allo yogurt, golosi e colorati!

Io utilizzo lo yogurt alla banana ma potete sbizzarrirvi con i gusti che preferite.

Se però il pensiero di accendere il forno vi fa venire la nausea, visto il caldo afoso di cui siamo vittime ultimamente, potete impastarli con i bambini la sera prima, cuocerli, lasciarli raffreddare e conservarli in un contenitore fino al giorno successivo.

Potete acquistare un mini-kit di cake design nei supermercati più forniti, nei negozi di articoli per la casa, altrimenti se siete fanatiche di Amazon come me, potere trovarli anche lì, ce ne sono di tutti i tipi a partire dai 6,00 euro in su, ecco degli esempi: attrezzi cake design Amazon

Per quanto riguarda la pasta di zucchero, vi consiglio di cercare i panetti già colorati (nei supermercati più forniti), oppure, se non li trovate, potete comprare la pasta bianca e colorarla con i colori alimentari (meglio se quelli in gel) . Io ho acquistato questi: bianco, verde, azzurro, rosso ( il rosso potete schiarirlo con il bianco, ottenendo anche il rosa).

Vi lascio alla ricetta e buon divertimento!

 

Cupcake fioriti allo yogurt

Tempo di preparazione

 5 minuti+ 35 di cottura + decorazione

 

Ingredienti (per 12 cupcakes)

1 yogurt alla banana (bicchierino da 125 ml)

1 bicchierino di olio di girasole

3 uova

1 + 1/2 bicchierini di zucchero

3 bicchierini di farina 00 setacciata

1 bustina di lievito 

1/2 bacca di vaniglia (i semi)

Preparazione

Preriscaldate il forno a 180°.

In una ciotola capiente mescolate le uova con lo yogurt e l’olio (usate il bicchierino dello yogurt per misurare anche il resto).

Unite lo zucchero poco per volta, la farina precedentemente setacciata con il lievito e i semi di vaniglia. Mescolate bene il composto per renderlo omogeneo

 In una teglia per i cupcake nella quale avrete riposto i pirottini di carta, versate l’impasto rimanendo a circa 1 cm dal bordo per non farlo uscire in cottura, durante la lievitazione. 

Cuocete per 35 minuti. Fate la prova dello stuzzicadenti, per controllare la cottura prima di toglierli dal forno.

Lasciate raffreddare poi decorate.

 

Per la decorazionecupcake fioriti 2

Mischiate 3 cucchiai di zucchero a velo con 10-15  cucchiai di acqua tiepida e qualche goccia di limone. Per vedere se la consistenza è quella giusta, prendete un pò con un cucchiaio, se il cucchiaio rimarrà velato, andrà bene. Questo composto vi servirà per far aderire la glassa al muffin. Spennellate ogni muffin con questo composto prima di stenderci sopra la glassa. 

Stendete la pasta di zucchero, con il mattarello, in uno strato sottile di circa 2 mm. Ritagliate con un coppapasta o  con un bicchiere, una forma circolare che copra la superficie del muffin. Adagiatela sul muffin e livellatela con la spatola per renderla lucida e omogenea.

Ora usate gli stampi e le forme per realizzare le decorazioni, libero sfogo alla fantasia!

Ricordatevi di usare sempre un pò di composto di zucchero, acqua e limone per attaccare la glassa. 

Se desiderate lucidare i vostri cupcakes comprate un preparato per gelatina alimentare e spennellatela sui cupcakes, oppure realizzatela in casa ( sul web trovate tante ricette per realizzare una gelatina home-made

 

Buon divertimento a tutte con i vostri bimbi, al prossimo post!


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giugno 28, 20170

Ciao a tutte,

in uno dei post vi ho parlato di memoria femminile in cucina, la memoria che si tramanda dietro ai fornelli di generazione in generazione. Bene, questa ricetta vuole rendere omaggio alla mia cara nonna paterna, che purtroppo non c’è più ma che ricordo e rivivo ogni volta che cucino i piatti che mi ha insegnato quando ero bambina.

Adoravo cucinare con lei gli gnocchi di patate. Spesso, alla fine della mattinata trascorsa a scuola mi veniva a prendere, perché i miei genitori erano ancora al lavoro. Credo che la nonna avesse capito quanto mi rendeva felice cucinare insieme a lei, perciò se non mi vedeva particolarmente allegra, le proposte erano due: “Ti porto in centro con l’autobus a mangiare le tartine con gamberetti e maionese?” oppure, se la giornata non era delle più soleggiate: “Faccio bollire le patate e cuciniamo gli gnocchi?”. Se la scelta ricadeva sugli gnocchi la nonna, con un grazioso grembiule fiorito su fondo azzurro, spariva in cucina per ricomparire mezz’oretta dopo con una ciotola di patate lessate pronte per essere trasformate in prelibati e golosi tronchetti dorati.

Nonostante fossi solo una bambina, il mio ricordo è più nitido che mai!

 

 

Gnocchi di patate della mia nonna

Tempo di preparazione

    45 minuti + riposo

 

Ingredienti 

1 kg di patate farinose.

1 uovo.

100-200 g di farina “00” (a seconda dell’umidità delle patate).

Una presa di sale

Preparazione

Fate bollire le patate con la buccia, dopo averle pulite bene dalla terra, in una pentola a pressione per circa 20 minuti (se non avete la pentola a pressione potete lessarle in acqua bollente leggermente salata per 25-30 minuti).

Con un paio di guanti per non scottarvi, pelatele e passatele nello schiacciapatate e raccoglietele in una ciotola. Fatele raffreddare.

Mettete il composto freddo su una spianatoia disponendolo a fontana (una montagna con un buco al centro). In mezzo mettete l’uovo, il sale e la farina e iniziate a impastare raccogliendo piano piano con una forchetta le patate, partendo dal centro e procedendo verso l’esterno della montagna. Quando sarà tutto amalgamato, formate una palla e fatela riposare per 15 minuti.

Dividete l’impasto in due parti. Poi ciascuna in altre due. Dopo aver infarinato la spianatoia, formate dei rotoli lunghi circa 20 cm con le mani di un diametro di circa 2 cm. In seguito ritagliate gli gnocchi con un coltello (2-3 cm). Infarinate i rebbi di una forchetta e passate, spingendo con il pollice, ogni gnocco sopra questi ultimi. In questo modo un lato dello gnocco assumerà una forma incava all’interno e l’altra invece risulterà rigata. Questo permetterà agli gnocchi di raccogliere meglio il sugo.

Infarinate un paio di vassoi e disponeteci sopra gli gnocchi.

Scaldate una pentola di acqua leggermente salata. Versate gli gnocchi ( circa 10-15 per volta) nell’acqua in ebollizione e aspettare 1 minuto prima di estrarli con un mestolo forato. Conditeli  in una terrina con il sugo preferito (sugo di pomodoro, ragù, tartufo, salsiccia e funghi…)

Buon appetito a tutte, al prossimo post!


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giugno 27, 20170

Ciao a tutte,

ecco il tema del post di oggi: Uomini!

Ho riflettuto parecchio prima di iniziare a scrivere questo articolo. Se fossi ancora a scuola il mio professore di Italiano lo avrebbe sicuramente giudicato “fuori tema”. In effetti un pochino distante dalle tematiche del mio blog lo è, tanto più che, nonostante mi sia spremuta le meningi, non saprei in che categoria metterlo:

  • Donne e lavoro? Mmm  in effetti gli uomini, per noi donne, si traducono in un vero e proprio lavoro, con un elevato tasso di aumento di mansioni e responsabilità dopo il matrimonio. Nonostante ciò, non possiamo posizionarlo in questa categoria, perchè il “mestiere” di amica, confidente, compagna, moglie (e chi più ne ha più ne metta) che noi svolgiamo per i cari uomini non è di certo un lavoro nel significato canonico del termine (anche se a questo riguardo si potrebbe aprire un lungo ed estenuante dibattito).
  • Consigli 360? Si è vero, noi donne elargiamo davvero consigli a 360 gradi ai nostri uomini. Consigli di vita, per il lavoro, consigli sull’abbigliamento:”Cucciolo mio, la pancia fuori lasciamola alle teen-ager,meglio che tu indossi una maglietta che supera la cintura dei pantaloni”, consigli di alimentazione: “dopotutto amore, finchè qualche studio scientifico non dimostrerà che nutrirsi solo di pane e pancetta fa bene alla salute, meglio che introduci anche altri alimenti nella tua dieta”… le sotto-categorie potrebbero essere infinite ma i miei Consigli 360 si rivolgono solo a noi donne quindi, nemmeno questa calza a pennello.
  • Cucina e Ricette? Quanti pranzetti prelibati avete cucinato ai vostri uomini? Immagino abbiate perso il conto, se vi dilettate almeno un pochino in cucina. Una torta a sorpresa, una cenetta romantica per San Valentino o semplicemente il suo piatto preferito per tirargli su il morale. Nemmeno questa categoria però può essere utilizzata perchè quello di cui voglio parlarvi oggi non riguarda propriamente le attenzioni e le carinerie che noi donne abbiamo per i nostri cari ometti.

Decidete voi, usando la vostra immaginazione, in che categoria metterlo, da parte mia ho deciso che lo posizionerò in questa:

“Uomini, istruzioni per l’uso (…quando te ne ritrovi uno in casa)”.

Si perchè quando ti arriva un uomo per casa è come se comprassi un computer nuovo. Un computer di ultima generazione con un processore potentissimo, pieno di potenzialità ma che non sai assolutamente come utilizzare perchè ti mancano le conoscenze di base per farlo. Insomma, non è che oggigiorno i computer te li regalano infatti hai speso parecchi soldi per averlo, il problema è che ti sei resa conto della tua ignoranza in materia solo dopo averlo comprato, quindi ti trovi di fronte a tre strade:

  1. Mettere il pc nel cassetto e lasciarlo là inutilizzato. In questo modo però non solo perderesti l’occasione di fare grandi cose con la tua nuova “macchina” ma avresti anche speso soldi inutilmente.
  2. Riportarlo al negozio e chiedere il rimborso (sempre che il bene che hai acquistato sia rimborsabile). Sarebbe però una sconfitta che ti costringerebbe ad ammettere che hai davvero fatto un acquisto sbagliato.
  3. Correre ai ripari, facendo un corso accelerato di utilizzo del pc, magari un corso per principianti all’inizio memorizzando poche conoscenze di base, così poi, con il tempo, potrai approfondire e impratichirti sempre di più.

Bene, parlando di uomini (come di computer d’altronde) direi che la seconda è la strada migliore da percorrere.

Certo all’inizio non sarà facile perchè ci saranno giorni in cui un orso in letargo ti sembrerà più vitale di lui, in quei momenti tutto l’amore che provi per il tuo uomo non basterà a soffocare i fumi che ti usciranno da testa, bocca e orecchie ma non disperare, dopo il “corso accelerato per principianti” imparerai a fare un “debug”  del nuovo pc che hai acquistato, “la macchina uomo”. Capirai allora che ci sono delle situazioni in cui sarà necessario portare pazienza, fare gli opportuni aggiornamenti e poi riavviare il sistema. Un esempio per essere più chiara:

Lui torna dal lavoro e, varcando la porta di casa, si sta già lamentando di quanto lunga e stressante sia stata la sua giornata. Immaginando nella sua mente che tu sia rimasta tutto il giorno sul divano a limarti le unghie, si sdraia sul divano e inizia a giocare con il cellulare. Ad un certo punto alza la testa, ti guarda con occhi adoranti e prima che la voce gli esca dalla bocca, tu ti senti rincuorata perché, dentro di te, sei già sicura che si sia ricordato che non ti ha ancora chiesto come stai, quando alla fine con voce ruffiana ti chiede: “Amore mio, puoi controllare se c’è una birra in frigo per il tuo maritino assettato?”

Cosa dice il “manuale”  in questo caso specifico?

Niente di più facile, ecco la risposta per il tuo adorato maritino: “Nessun problema amore mio, ti prendo la birra perchè ti amo con tutto il cuore e farei qualsiasi cosa per te”.

Allora tu prendi la birra, la stappi, gliela versi nel bicchiere (quello apposito per la birra perchè uno non vale l’altro), ci sputi dentro quel tantino che basta per sentirti meglio e portargliela con un grande sorriso e un bacio affettuoso per le sue labbra. Se state pensando che “il manuale per l’uso” sia troppo severo, ricordatevi che così facendo potrete mantenere il vostro buonumore, ne guadagnerà perciò anche il vostro uomo e poi non siete mica un’estranea, dopotutto i baci amorosi dati in bocca non implicano anche scambi di saliva? Avete solo deciso di metterne un pochina anche birra, alla fine sempre di amore si tratta!

Un altro esempio.

Lui ti ha promesso che prima dell’estate farà un pò di lavoretti in casa, compreso piantare i chiodi nel muro.

Tu ti sei ormai convinta che la tua vita sia peggio di “Ritorno al futuro”: è da quando siete sposati che ti promette di piantare i chiodi, di estati ormai ne sono passate parecchie e, a questo punto, sei costretta ad ammettere che lui vive in una realtà alternativa, parallela alla tua. Nel suo mondo tutti i quadri sono attaccati al muro e tu riesci a guardare nell’orologio in cucina senza accucciarti, perché finalmente è là, appeso sopra la credenza e non accantonato sotto lo scaffale, tra le patate e i croccantini del cane.

Istruzioni per l’uso riportate nel “manuale” : ricordati sempre che l’hai sposato perché lo ami e dai ascolto alla tua amica, esperta di arredamento per interni, che entrando in casa ti ha fatto i complimenti per la scelta di non appendere i quadri che, appoggiati, sono davvero molto moderni!

Bene ragazze, il manuale è davvero molto lungo e fitto di esempi ma, visto che siamo ancora alle prime armi e teniamo davvero tanto al nostro nuovo “computer”, non vorremmo rischiare di rovinarlo: meglio fermarci qui e assimilare queste brevi nozioni iniziali, magari più avanti, integreremo con nuove istruzioni… 😉

Ciao a tutte, al prossimo post