La discriminazione è donna – 3 semplici consigli per cambiare la propria vita

giugno 27, 20170
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Ciao a tutte,

non voglio iniziare questo articolo con le solite lamentele fini a sé stesse o pensereste che io sia una di quelle madri che se ne sta tutto il santo giorno a crogiolarsi tra pannolini sporchi, panni da lavare e secchi traboccanti di autocommiserazione. Vi chiedo di portare pazienza per il tono retorico del discorso ma credo sia giusto condividere anche i pensieri e i fatti più scomodi.

Vi pongo una semplice domanda senza verbi, aggettivi o complementi, una parola soltanto:

Discriminazione?

Datemi della presuntuosa ma credetemi, la domanda è assolutamente retorica. Cancelliamo l’ipotesi e sostituiamola seduta stante con un punto esclamativo.

Discriminazione!

Ecco cosa siamo costrette a vivere tutte noi, donne, mogli, madri quotidianamente.

E a tutte voi che leggendo state pensando “ma questa cosa sta dice? Io non mi sento e mai mi sono sentita discriminata per il mio essere donna”, chiedo solo di riflettere con attenzione alle righe seguenti e dare a sé stesse una risposta sincera.

Avete mai sentito nessuno, strombazzando contro un automobilista, imprecare e urlare: “D’altra parte cosa ci si può aspettare, al volante c’è una donna!”, oppure usare altre formule meno originali, entrate addirittura nei luoghi comuni, come: “Donna al volante pericolo costante”, “Donne e motori gioie e dolori”?

Ebbene credo che nella vita di ognuna di noi sia accaduto che qualcuno suonasse il clacson per farci capire, in modo poco amichevole di darci una mossa o spostarci dalla sua traiettoria, oggigiorno viviamo tutti in una corsa continua e instancabile, sempre preda di un’incredibile fretta, saremmo capaci di suonare anche al piccione che sosta sulla nostra carreggiata per farlo spostare prima che il semaforo diventi rosso. Beh datemi pure della femminista sfegatata se volete ma, tornando alla suonata di clacson, non credete che almeno una delle volte in cui vi hanno strombazzato, lo abbiano fatto appiccicandovi addosso l’epiteto di “Donna incapace al volante?” Beh care lettrici, non credo che sia necessario che vi dica che questa è discriminazione bella e buona! Oltretutto lasciatemi aggiungere che tra la mia cerchia di conoscenze ci sono molti più uomini poco abili in auto, rispetto alle gentil-signore!

Ancora un altro esempio, siete donne di successo nel mondo del lavoro? Lavorate in un ambiente prettamente maschile e vi siete fatte strada a suon di sgomitate?

Certo può essere che per arrivare dove siete abbiate dovuto fare qualche favore, ingraziarvi il capo o così via, può essere invece che l’azienda in cui lavorate sia particolarmente meritocratica e non faccia distinzioni di genere ma siate sincere, non vi è mai giunta all’orecchio la voce:

“Chissà cos’avrà fatto per ingraziarsi il suo capo?!”

Questa non è quindi discriminazione?

Certo, non vivo nel mondo delle favole e non nego che tali episodi possano accadere, può capitare di atteggiarsi in modo particolarmente gentile per ottenere maggiore considerazione ma mi chiedo perché solo le donne e non gli uomini dovrebbero usare questi “audaci mezzi” per scalare le vette aziendali?

Perchè una donna di successo dovrebbe aver usato una strada preferenziale mentre il suo analogo di sesso maschile sarà al contrario meritevole?

Questi episodi accadono, è un dato di fatto ma si verificano per le donne così come per gli uomini. La meritocrazia è così difficile da ottenere che, se serve qualche piccolo aiuto per arrivare al traguardo tanto ambito di una promozione, si cede a qualche vezzeggiativo in più per conquistare il proprio superiore.

Il punto della questione in realtà è un altro. Il fatto è che, a parti invertite l’uomo in questione riceverebbe chissà quante pacche sulle spalle da amici e colleghi per la bella prodezza, una donna al contrario subirà una miriade di appellativi poco educati. Quindi, ricapitoliamo questo assioma fondamentale della nostra società:

Uomo che si fa il suo capo per ricevere una promozione = un gran figo!

Donna che si fa il suo capo per ricevere una promozione= una gran vacca!

Ancora una volta siamo di fronte a discriminazione!

Vogliamo analizzare poi quanta fatica deve fare una donna che ama il proprio lavoro ma anche la propria famiglia? Il mondo del lavoro oggi è ancora prettamente maschile e purtroppo siamo ancora ben distanti dall’utopia che una donna possa raggiungere il successo o più banalmente la soddisfazione lavorativa alla pari dei suoi colleghi uomini. Fortunatamente oggigiorno stanno aumentando le aziende “in rosa” dove i vertici sono occupati da colletti bianchi “in gonnella” o comunque dove c’è rispetto e considerazione anche per le esigenze del personale femminile con una famiglia alle spalle ma, a mio parere, sono ancora troppo poche.

Vivete costantemente in bilico tra lavoro e famiglia, destreggiandovi meglio di un equilibrista circense?

donna tuttofareSe doveste mai lamentarvi dello stress che siete costrette a vivere ogni giorno, cercando di incastrare tutti gli impegni come se la vostra vita fosse un enorme puzzle, sapete cosa vi risponderebbero? Che il segreto per vivere felici è sapersi accontentare.

Si certo dico io, sapersi accontentare come no, io sarei davvero davvero felice di potermi accontentare! Considerando però che mio marito ha uno stipendio medio, anche ipotizzando di eliminare tutti i vezzi estetici tipo cerette, manicure, trucco e parrucco, tanto l’adorabile creatura che mi sono sposata (lo dico sempre con amore ovviamente) nemmeno se ne accorgerebbe se, tornato a casa dal lavoro, trovasse Carlo Cracco invece di sua moglie dietro ai fornelli della nostra cucina. Dicevo, anche eliminando tutte le spese extra, come si può pensare che una famiglia media, con figli a carico, riesca ad arrivare a fine mese con uno stipendio soltanto? Quando mi chiedete di accontentarmi e vivere con meno, intendete forse senza acqua, luce, gas? Giusto per capire perché, per quanto ammiri la comunità e la filosofia Hamish, la vedo poco attuabile qui da noi. Dunque, appurato che sapersi accontentare non contempla che una donna possa esimersi dal lavoro retribuito (tralascio la questione della soddisfazione personale), forse per accontentarsi intendete che chieda al mio capo un part time o mi cerchi un lavoro mezza giornata… ah ecco si, ora è tutto chiaro, prendo meno ma passo più tempo con i miei figli e la mia famiglia e mi accontento, rinunciando a qualche extra, beh ditemi dove devo firmare e lo faccio subito! Peccato però che in fondo al contratto ci sia anche una piccola clausola, quasi illeggibile ma fondamentale: “Offerta è vincolata alla disponibilità di mercato”. Ecco, lo sapevo che c’era il “barbatrucco”! Ottenere un part time dal proprio datore di lavoro o peggio ancora essere alla ricerca di un lavoro per mezza giornata soltanto è oggigiorno un’impresa praticamente impossibile! Avrei forse più probabilità di vincere il Giro d’Italia io che la bicicletta l’ho presa in mano l’ultima volta in quinta elementare. Anche in questo caso perciò parliamo di utopia!

Bene, concludo tutto questo lungo discorso.

Secondo la mia modesta opinione, noi donne e mamme di oggi assomigliamo più agli dei dell’Olimpo, dotate di poteri soprannaturali, più che a semplici esseri umani. Premesso ciò, va detto che le lamentele fini a sé stesse sono davvero poco “divine”, cerchiamo perciò di usare i nostri immensi super-poteri per trovare una soluzione al problema. Anche il cambiamento più piccolo e apparentemente insignificante potrà portare in voi una maggiore serenità. Ecco 3 semplici consigli:

  • Non tacete mai il vostro pensiero e non soffocate la vostra voce.

Conoscete il detto: “l’unione fa la forza?”. Bene, se vi sentite discriminate, alzatevi e parlate, confrontatevi con altri perché un coro farà sempre maggior rumore di una singola voce. Il silenzio è spesso la strada più facile ma è anche il peggiore alleato del nostro benessere interiore, un problema taciuto si ingrandisce sempre di più e prima o poi rischia di esplodere causandovi molto dolore. Trovare la forza di esprimere un disagio potrà invece aprire una strada davanti a voi, una via che prima vi sembrava chiusa e magari scoprirete che altri vorranno percorrerla con voi. Forse il risultato non sarà una rivoluzione ma una cosa è certa: vi sentirete meglio con voi stesse, il che, direi, è già un gran traguardo!

  •  Concedetevi dei momenti solo vostri.

Viviamo in una realtà in cui alcune dinamiche sono ancora lontane dal migliorare. Se non potete modificare ciò che vi circonda, cambiate voi in prima persona. Ricavatevi degli spazi per dedicarvi a voi stesse e sentirvi meno frustrate a fine giornata. Ne beneficeranno anche i vostri figli e vostro marito, se sarete più sorridenti.

  • Chiedete aiuto.

Come fare a ricavarsi degli spazi, se tra lavoro e famiglia siamo sempre oberate e non abbiamo quasi il tempo per respirare?

papà figlio lavatriceImparate a delegare, a chiedere aiuto e a fidarvi degli altri. È vero che i nostri mariti sono spesso restii alle faccende domestiche, ma è altrettanto vero che a volte siamo proprio noi donne a volerci arrangiare. Permettete loro di aiutarvi, anche se magari non saranno precisi e accurati come voi nel caricare la lavastoviglie o stendere il bucato, riuscirete così a ricavarvi quella mezz’ora di tempo da dedicare a ciò che vi fa stare bene. Se poi i signori uomini si dimostreranno restii ad aiutarvi beh, impegnatevi a fondo per spingerli a contribuire alle faccende domestiche.

bambini preparano la tavola

Lo stesso vale per i bambini che possono ad esempio dare una mano a preparare la tavola, spreparare ecc. Se ognuno darà il suo contributo, il carico di lavoro che avrete sulle spalle sarà molto più leggero.

 

 

Non esiste una ricetta universale per spronare i nostri mariti ad aiutarci ma una cosa è certa, ognuna di noi dentro di sé, conosce alla perfezione i punti deboli del proprio partner, beh il mio consiglio è usateli per arrivare allo scopo.

Per quanto mi riguarda, ho trovato la mia strada per la spazzatura. Il mio maritino pigro e stanco dopo la lunga giornata lavorativa, nei primi anni di matrimonio, faticava a portarla fuori e, continuando a rimandare la questione, andava a finire che si dimenticava di farlo, così mi ritrovavo il balcone traboccante di immondizia puzzolente. Con la nascita di nostro figlio, la situazione è peggiorata perché i pannolini usa e getta sono molto pratici ma di sicuro non profumano nel bidone dei rifiuti. Dovevo trovare una soluzione.

Bene, decisi di ammutinarmi e non muovere più nemmeno un dito in fatto di spazzatura; prima o poi pensai, farà schifo anche a lui avere il terrazzo terribilmente sporco e maleodorante. Non vi nego che la cosa non è stata affatto semplice, perché ho dovuto chiudermi occhi e naso per parecchi mesi prima di ottenere il mio piccolo traguardo ma alla fine ce l’ho fatta! Mio marito ha riordinato e lavato tutto il terrazzo e non dimentica più nemmeno una volta di portare fuori l’immondizia la sera.

Attualmente sono alla ricerca di una soluzione per spronarlo a tenersi in ordine armadio e cassetti che periodicamente mi tocca mettere a posto, visto che spesso non trovo nemmeno un posticino per riporci i panni stirati. Vi terrò aggiornate sull’esperimento 😉.

Ultima cosa prima di salutarvi, se non l’avete già vista, guardatevi questa bellissima pubblicità degli elettrodomestici Indesit #Doittogether, molto significativa direi… http://doittogether.indesit.it/

Ciao a tutte, al prossimo post


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