Mamma, mi compri un cane?

settembre 13, 20170
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Quante volte i vostri figli vi hanno posto questa domanda?

Magari alla fine avete ceduto e li avete accontentati oppure avete spiegato loro le mille razionali motivazioni per le quali non potete adottare un cane: “Se siamo tutti  casa durante il giorno, chi se ne occuperebbe? A chi toccherà curarsi dei suoi bisogni come andare a fare una passeggiata, essere spazzolato, accudito ecc? E quando saremo in vacanza chi baderà a lui?” Queste sono solo alcune delle obiezioni possibili all’insistente richiesta dei vostri bambini e in effetti come darvi torto, sono tutte motivazioni più che valide! È vero, sarebbe assai egoistico e crudele adottare un “Fido” amico e poi disfarsene perché incapaci di accudirlo; non è di certo mia intenzione spingervi verso una scelta di cui vi pentirete. In questo articolo voglio solo darvi un’opinione, secondo la mia esperienza, sul legame speciale che può instaurarsi tra il vostro bambino e il fedele batuffolo a quattro zampe.

Non ho intenzione di parlarvi per sentito dire delle innumerevoli doti “magiche” che hanno molti cani nell’aiutare l’essere umano in difficoltà, prima di descrivervi però alcuni episodi di interazione bambino-cane, che ho vissuto in prima persona, vedendoli accadere tra mio figlio e la nostra cagnolina Zoe, vi illustro alcuni esempi su cui mi sono documentata, in cui i cani si sono dimostrati di supporto per l’uomo.

Oggigiorno tutti conoscono la “Pet Therapy” visto che oramai è diventata così diffusa ma la Pet Therapy non è di certo una “neonata”, nacque negli anni sessanta, fondata da uno psichiatra americano, Boris Levinson. Levinson scoprì, casualmente, l’azione positiva della compagnia del proprio cane su un piccolo paziente con comportamenti autistici. Iniziò quindi le prime ricerche, per verificare l’efficacia terapeutica degli animali da compagnia sul recupero di persone con gravi disagi psichici. Levinson giunse alla conclusione che la presenza di un animale domestico favoriva un certo rilassamento, una disponibilità al dialogo e una maggiore collaborazione da parte dei pazienti. La Pet Terapy è una terapia non invasiva, che si fonda sul rapporto affettivo ed emozionale uomo-animale e cerca di promuovere un benessere psico-fisico.

Molti casi hanno dimostrato poi che i cani possono essere, ad esempio, di supporto per prevedere gli attacchi epilettici o per fiutare alcuni tipi di tumori.

Risale al 2012 l’arrivo in Italia di Lucy e Glenn, due Labrador, assunti a tutti gli effetti dall’Ospedale di Pergine Valsugana in provincia di Trento, dopo esser stati addestrati in Inghilterra a riconoscere, attraverso il loro fiuto, i tumori prima dei test scientifici.
La loro missione è quella di identificare le cellule malate in campioni di urine ma non solo, riconoscono anche i cali di zucchero nel sangue dei diabetici e possono diagnosticare la narcolessia .

Questi cani sono attendibili più del 90% in tumori agli stadi iniziali.

Meno nobile il suo scopo ma certamente molto utile la nostra cagnolina di casa, Zoe, che vedete nella foto in evidenza in testa all’articolo, viene a chiamarmi con la zampa quando mio figlio ha il pannolino da cambiare, che sia pieno di pipì o di pupù, se i due stanno giocando insieme in salotto, lei gli annusa il sederino e ogni tanto viene a piangere da me, chiamandomi con la zampa: questo gesto significa che il pannolino è pieno di pipì o di pupù! La sua missione di salvataggio del bebè però non finisce qui, corre a prendere un osso da rosicchiare, ci accompagna in bagno e si accovaccia sul tappeto, mordendo il suo meritato trofeo, finchè l’operazione non è conclusa!

Nonostante però sia dimostrato che la crescita di un bambino in presenza di un animale domestico ne migliora tantissimo il carattere, lo fortifica emotivamente e lo aiuta a socializzare con gli altri, ci sono degli accorgimenti che l’adulto deve tenere perché l’amicizia tra i due sia positiva e salutare per entrambi.

Se perciò finalmente vi siete fatti convincere da vostro figlio a prendere un compagno a quattro zampe, vi lascio, a conclusione dell’articolo, tre consigli dettati dalla mia esperienza di mamma.

  1. Vigilate quando giocano insieme: Vi faccio l’esempio della nostra cagnolina. Zoe è delicatissima con il nostro bimbo, se lui le ruba un gioco, nonostante lei sia sempre stata gelosissima di suoi pupazzi, glielo lascia, pur di non rischiare di mordergli le sue piccole e delicate manine e aspetta che lui lo abbandoni prima di andarselo a riprendere. Dall’altro lato però è molto espansiva in quanto ad effusioni e coccole e capita che involontariamente faccia sbilanciare l’equilibrio, già precario, di nostro figlio. Meglio perciò sorvegliarli quando giocano insieme in modo che si possa scongiurare la possibilità che il cane, inavvertitamente, possa far male al bambino.
  2. Spiegate al bambino come si interagisce  con il cane: mio figlio ha 18 mesi e spesso confonde la cagnolina con un pupazzo inanimato, tirandole il pelo e le orecchie. La nostra Zoe non reagisce e glielo lascia fare ma sicuramente la cosa non è piacevole per lei, senza contare il fatto che non tutti i cani sono pazienti allo stesso modo. La mia strategia, per fargli capire che sbaglia senza spaventarlo, è cercare sempre di spiegare a mio figlio che, se fa del male alla sua cagnolina lei potrebbe stufarsi, rifiutarsi di giocare ancora con lui o peggio, andarsene dalla nostra casa.
  3. “Tenete d’occhio” i comportamenti del cane: da quando è nato il nostro bambino accade spesso che Zoe si dimostri poco amichevole con gli estranei, in presenza del bebè. La cagnolina ha assunto su di sè il ruolo di protettrice suprema del nuovo arrivato. Come vi dicevo, Zoe è buona e innocua, infatti basta che l’estraneo in questione le allunghi una mano con fare amichevole perché lei lo lecchi e ci faccia amicizia. E’ importate però che Zoe, come faceva prima della nascita del bambino, riconosca gli “amici” del padrone dagli estranei e non si scagli ad abbaiare contro chiunque indistintamente. Per quanto mi riguarda, sto ottenendo degli ottimi risultati bloccandola poco prima dell’abbaio, mettendomi davanti a lei, nel momento in cui la persona si sta avvicinando a noi. Mi spiego meglio, sono a casa e l’elettricista suona il campanello. Zoe in quel momento sta per iniziare ad abbaiare disperatamente, perché ha fiutato l’estraneo che arriva in casa sua a minacciare il suo cucciolo. C’è un brevissimo istante, quello in cui non ha ancora iniziato ad abbaiare, in cui riesco, mettendomi davanti a lei facendola rimanere seduta e dicendole ” EHI” con tono autoritario, ad impedire che si scateni in lei l’agguerrito istinto di difesa del bebè.  Se vi dovesse capitare un cane con il comportamento simile quello di Zoe, chiedete un supporto al veterinario, per farvi consigliare il modo giusto di comportarvi con il vostro cane.

L’ultimo consiglio che voglio darvi prima di adottare il vostro Fido amico, è di informarvi bene sulle razze esistenti e sulle loro peculiarità. Ci sono cani portati alla vita in famiglie con un bambino e altri meno socievoli, cani più energici, che hanno bisogno di muoversi spesso e altri più pigri e sedentari. Insomma anche loro, come noi, hanno “caratteri” differenti gli uni dagli altri, che è giusto rispettare. Meglio essere più accurati nella fase di scelta che ritrovarsi poi a far soffrire il nuovo arrivato oppure, nei casi peggiori, a doverlo dare via, perché non riusciamo a gestirlo.

Qua la zampa e buona giornata a tutte!

 

 

 

 


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